PRIMO SOCCORSO
Un importante dovere sociale. Conoscere qualsiasi tipo
di pericolo che può essere in agguato tra le mura
domestiche e saperne fronteggiare le eventuali conseguenze,
significa essere in possesso di uno strumento che può rendersi
improvvisamente prezioso per la salvezza di una vita
umana.
Anche se nessuno può improvvisarsi medico nel
prestare le cure specifiche del caso non si tratta di
un concetto utopistico, ma di una pura realtà perché,
secondo i dati (statistiche più recenti, nei dodici
mesi compresi tra il 1993 ed il 1994 ben 2000 persone
sono rimaste vittime di un incidente domestico, ed hanno
avuto quindi bisogno di essere sottoposte agli interventi
urgenti del primo soccorso. Ciò vuoi dire, in
termini ancora più semplici, che tre persone su
cento sono dovute ricorrere alle cure mediche per infortuni
accaduti loro quando erano in casa.
Questo fenomeno appare ancora più grave per il
fatto che, nonostante l'elevata frequenza con cui si
verificano gli infortuni come ferite, ustioni, fratture,
avvelenamenti, ecc.., nella maggior parte dei casi chi
si trova di fronte ad un familiare rimasto vittima di
un infortunio, di natura puramente casuale o patologica,
finisce con lo spaventarsi ancor più del paziente
stesso, senza riuscire il più delle volte a prestare
le prime cure in quanto completamente incompetente in
materia di primo soccorso.
Inutile dire che in molti casi si verificano, per tale
motivo, menomazioni permanenti o addirittura il decesso
dell'infortunato. Tutto questo dimostra una grave carenza
a livello di istruzione di base, da parte della società,
su due materie di fondamentale importanza: una, relativa
alle norme antinfortunistiche; l'altra, costituita dai
provvedimenti per le emergenze mediche.
Le statistiche a questo punto parlano chiaro: il 40%
degli infortuni che si verificano in casa ha come vittime
i bambini. A livello europeo ogni anno 20 milioni di
essi subiscono danni di ogni tipo, di cui 30 mila diventano
portatori di handicap per tutta la vita e 10 mila perdono
la vita: il 20% di questi casi riguarda l'Italia.
È possibile fare qualcosa contro questo grave
fenomeno?
Certamente sì, con una adeguata informazione
sulla collettività e con l'introduzione di mezzi
atti a formare una maggiore coscienza in ogni persona
su tutto ciò che riguarda il rispetto della salute
e della vita sia propria che altrui.
Mai, come in questi tempi, si è resa necessaria
la conoscenza dei concetti basilari delle emergenze mediche,
perché mai come oggi è stato difficile
ottenere un tempestivo intervento da parte dei personale
sanitario e di quello dei Pronto Soccorso, sia per motivi
dovuti ai trasferimenti urbani sempre più difficoltosi,
sia per le disfunzioni che esistono nel settore medico-ospedaliero
dei nostro Paese.
Ciò non vuoi dire che il cittadino deve sostituirsi
al medico od al personale dei Primo Soccorso ma, al contrario,
deve essere in grado di collaborare con essi, applicando
se necessario le più elementari norme di primo
soccorso in modo da non far divenire ancora più gravi
le eventuali conseguenze di un infortunio: questo è possibile
solo con una conoscenza di base delle norme comportamentali
di primo soccorso e di quelle antinfortunistiche, le
stesse che noi abbiamo raccolto in quest'opera per quanto
concerne gli incidenti di tipo domestico. BACK |