VIOLENZA ALLE DONNE
Perché ancora un saggio sulla violenza alle donne?
Perché ancora un argomenti sul quale molto si è scritto
e discusso negli ultimi anni? Non è difficile
ricono sc ere che l'interesse a questo drammatico argomento
era ed è ancora vivissimo anche che se, nonostante
momenti di appassionato dibattito popolare e legislativo
per modificare una legge sulla violenza, da tutti considerata
anacronistica e inadeguata, nessun risultato si è raggiunto
e, tuttora, sono rimaste nel nostro codice penale vecchie
norme.
Questa noncuranza ad un problema così terribile come quello degli stupri,
non rappresenta altro che il segno distintivo di una sempre maggiore insensibilità ai
valori di ogni civile comunità. Siamo infatti diventati apatici e rassegnati
di fronte a gravi manifestazioni di ingiustizia e di sopruso verso chi è più debole
- indifferenti di fronte all'enorme diffusione del fenomeno droga con tutti
i drammi umani e familiari che esso produce - indifferenti persino nei confronti
del valore più prezioso che è la vita umana - nostra ed altrui.
Non può meravigliarci più di tanto perciò il
fatto che episodi sempre più numerosi ed
efferati di violenza accadano senza che la nostra coscienza
venga turbata.
E vero che la violenza non si può certo sconfiggere
con una legge ma è altrettanto vero che le leggi
sono indicatori sociali di nuove regole e valori.
Bene venga dunque questa nuova opera su un argomento
che deve stare a cuore di tutti coloro che vogliono
una giustizia equa che penalizzi i colpevoli e tuteli
le vittime.
Non è infatti assolutamente facile con i mezzi
giuridici che si hanno attualmente a disposizione,
garantire a chi ha patito una violenza sessuale, una
efficace difesa legale e sociale.
Difatti dobbiamo osservare che questo tipo di processo è tuttora
disciplinato da norme del codice penale inadeguate e
da norme del nuovo codice di procedura penale particolarmente
penalizzanti le vittime del reato.
Attualmente, infatti, un imputato di reati gravissimi
di violenza carnale o di atti di libidine violenti
può avvalersi addirittura del c.d. patteggiamento
della pena che dà luogo ad un rapidissimo processo
nel quale la persona offesa dal reato pur costituita
parte civile - è ipso facto - esclusa.
Anche questa abnorme ingiustizia processuale è il
segno dell'insensibilità del legislatore
nei riguardi del fenomeno violenza.
A fronte di questa deplorevole e deprimente situazione
di trascuratezza legislativa e giurisdizionale è molto
probabile che la reazione sia quella della rinuncia a
denunziare le violenze esponendosi ad un penoso ed inutile
iter processuale che finisce spesso per lasciare i colpevoli
pressoché indenni da quelle pene severe che gli
stessi meriterebbero e le vittime ancor più amareggiate.
La presente opera ha anche il grande pregio di essere
semplice e comprensibile pur affrontando con particolare
cura i vari aspetti del problema sia dal punto di vista
medico-legale che dal punto di vista storico-criminologico.
Molto interessante è altresì la rassegna
giurisprudenziale attraverso la quale è facilmente
comprensibile la realtà processuale che
riguarda i processi di violenza.
Un particolare apprezzamento agli Autori dell'opera è dovuto
anche per il linguaggio tecnicamente perfetto, ma nello
stesso tempo, accessibile anche ai "non addetti
ai lavori" e cioè a tutte quelle persone
che pur non esplicando attività nel settore legale
potranno essere seriamente informati attraverso una lettura
interessante e scorrevole.
D'altronde l'opera ha anche il pregio di fornire l'indicazione
e dati precisi e con creti circa le iniziative da
assumere in un caso di violenza, nonché gli enti
ed i centri a cui è possibile rivolgersi per aiuto
e assistenza in simili frangenti.
A differenza di altri scritti sul tema della violenza
sessuale, l'opera si pone come un utile e valido strumento
non solo di conoscenza ma anche e soprattutto di pratiche
indicazioni.
Auguro perciò ai validissimi Autori di questo
libro che la loro opera contribuisca a sensibilizzare
le coscienze sulla necessità di non diventare
indifferenti di fronte ad un fenomeno sociale ancora
e sempre più insidioso e temibile BACK |